Graves Of Nosgoth – Intervista
Autore: Ermanno M. | Categoria: Black metal, death metal, Gothic metal, IntervisteGraves Of Nosgoth, band romagnola che con il suo debutto Ex Tenebris Ad Lucem ha fatto il botto! Un lavoro ricco di atmosfere e genialità da non sottovalutare.. sarà nata una stella?
1. Benvenuti sul blog di Eraskor.com ragazzi, rompiamo il ghiaccio con le presentazioni…
Risposta 1: Ciao! Innanzitutto grazie per averci dato l’onore di poter rispondere alle tue domande; cogliamo l’occasione per ringraziare tutto lo staff di Eraksor.com!
Siamo qui tutti quanti: Io (Giammarco), Mirko, Luca, Thomas ed Eleonora. Lei è entrata da poco a far parte della band come seconda chitarrista, per questo non appare nell’album. Ne approfittiamo per darle il primo benvenuto pubblico, se così si può definire!
Che dire, per non farla troppo lunga diciamo che tutti quanti siamo ragazzi con grande voglia di suonare e divertirsi, ragazzi che considerano la musica una grande opportunità e una grande sfida.
2. Da dove nasce il moniker Graves Of Nosgoth?
Risposta 2: Nome non così usuale, vero ? (ride, nda.) Nosgoth è sicuramente un nome conosciuto per tutti coloro (nerd e non) che hanno avuto l’onore di giocare al videogioco Legacy of Kain, per tutti gli altri… beh, giocateci!
La prima parte del nome invece si riferisce direttamente al genere che proponiamo, che, pur essendo abbastanza vario, si ricollega direttamente al filone Death Metal. Cinque tombe sono l’ideale per parlare di morte, dico bene ? (ride, nda.)
3. Devo farvi i miei sinceri complimenti, Ex Tenebris Ad Lucem è un capolavoro, ci si trova di tutto dentro: death, black, heavy, progressive e rock. Un minestrone (prendetela come complimento ndr.) cucinato dal migliore degli chef italiani, non credete?
Risposta 3: Siamo veramente soddisfatti del lavoro svolto. E’ stata una sorpresa anche per noi, la New Idols ci ha contattati alla sprovvista (e questo ha incrementato il piacere nel ricevere questa richiesta) e abbiamo iniziato a lavorare sodo fin da subito, il che ha portato all’incisione di quelle nove tracce (già tutte presenti nel repertorio prima della richiesta) che ognuno può sentire ora!
4. Ogni song sembra vivere di luce propria, passando dal death, all’heavy classico, poi al black e ancora al prog, per concludere con la versione rock (per via della timbrica vocale) e acustica di The Fallen Hope. In sede di recensione ho accostato a voi le seguenti influenze: Entombed, Dark Tranquillity, Morbid Angel, Immolation, Vader, Enslaved, Anathema, Edge Of Sanity, Diabolical Masquerade….mi sono avvicinato?
Risposta 4: Esattamente! Non tutti ascoltiamo queste band, ma dobbiamo proprio ammettere che prendendo un pizzico di note da ognuno degli artisti da te nominati si arriva più o meno a ciò che abbiamo creato. Siamo stati accostati ai Dark Tranquillity parecchie volte e pensa che non li ascoltiamo nemmeno così di frequente! (ride nda.). Il fatto che ogni canzone si regga in piedi autonomamente senza per forza dover dipendere dalle altre è una cosa che è nata da sé e sicuramente dal fatto che queste canzoni non sono state scritte tutte nello stesso periodo, anche se uno dei nostri obbiettivi è quello di evitare la monotonia compositiva, che a nostro avviso costituisce uno dei difetti che una band può avere.
5. Quali temi trattano le vostre song, ETAL è un concept?
Risposta 5: Ex Tenebris Ad Lucem non è nato come un concept, ma lo è diventato man mano che ognuno di noi andava in studio a registrare. Ci siamo lentamente accorti che tra una canzone e l’altra, nonostante ci fossero parecchi divari musicali e tematici, c’erano punti in comune; questo ci ha spinti a creare un ordine che potesse dare vita a un filo logico adatto all’allora venturo album.
I temi sono vari: si parte dalla critica sociale sostenuta da un’enorme allegoria (Dark Age In The Abyss) e si arriva a un terribile omicidio (Scarred Night) in un batter d’occhio.
6. Tre aggettivi per descrivere ETAL
Risposta 6: Violento, melodico, diverso.
7. Chi è l’artefice del bellissimo art work?
Risposta 7: L’artefice dell’art work è Giuliano Marcolini, un fotografo amatoriale molto bravo oltre che studente al quinto anno di Ingegneria Elettronica, che ha messo in piedi un set fotografico improvvisato durante una giornata di pioggia per permetterci di avere il materiale giusto! Egli si definisce assolutamente non soddisfatto del lavoro svolto (e questo la dice lunga sulle sue ottime capacità fotografiche), ma noi ne siamo più che soddisfatti! La mano che ognuno può vedere è quella di Thomas, che si è prestato per farsela sporcare e maltrattare per bene!
8. Avete già avuto modo di promuovere l’album dal vivo?
Risposta 8: Abbiamo fatto un concerto l’undici Giugno durante il quale abbiamo avuto l’occasione di vendere il nostro album e il merchandising, con ottima risposta da parte del pubblico presente, che cogliamo l’occasione per ringraziare!
9. Quali sono i vostri progetti futuri?
Risposta 9: Dopo un piccolo periodo di pausa abbiamo già iniziato a scrivere nuovo materiale per il prossimo album. Esso sarà un concept più marcato e assolutamente interessante (lo speriamo davvero), si baserà sulla storia di un grande personaggio della letteratura tedesca!
10. In bocca al lupo per tutto, a voi l’ultima parola.
Risposta 10: Crepi! Di nuovo grazie a Ermanno e a tutto lo staff di Eraksor.com che ci hanno permesso di rispondere a queste domande, un grazie anche alla New Idols e in particolare a Simone Gagliardi, Gabriele Bellini, Mirko Serra e Giacomo Salani, a tutte le nostre famiglie e a tutti coloro che si impegnano per darci un solido supporto! Thanks dudes, keep on rockin’!
(A cura di Ermanno Martignano)





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