Orphaned Land – The Never Ending Way of ORwarriOR (Century Media 2010)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Death metal, Recensioni


ORPHANED LAND – The Never Ending Way of ORwarriOR  (Century Media 2010)

Ogni qual volta l’etichetta tedesca Century Media dà alle stampe un nuovo album degli Israeliani Orphaned Land, l’evento arriva dritto come un mare in tempesta per il clamore che suscita intorno a sé.

Avendo osannato questa band sin dal loro esordio “Sahara” (1994), album dopo album, si è potuto constatare come la qualità sia cresciuta in maniera esponenziale arrivando alla consacrazione (che spero non sarà definitiva ndr) di questo nuovo “The Never Ending Way of ORwarriOR.

Il loro Death Progressive dai suoni orientali dediti alla loro terra,  è sicuramente da definire unico nel suo genere, un album perfetto e infinitamente elaborato per una durata complessiva che in pochi hanno osato raggiungere: 78 minuti. Le tracce scivolano via senza rendersene conto, ricche di progressione, melodia, strumenti tradizionali e supportate dalle splendide voci di Kobi Farhi e l’incantevole voce femminile di Shlomit Levi, che considero un secondo punto di forza della band. Da sottolineare che la band si è ridotta a quattro elementi, e che usufruirà di sessionist.

In conclusione, un album, ambizioso, incredibile sotto tutti i punti di vista. Non possiamo far altro che consigliarne l’acquisto, soprattutto per chi vive di metal tecnico, aggressivo e melodico…un must!

Tracklist:

1. Sapari
2. From Broken Vessels
3. Bereft In The Abyss
4. The Path Part 1 – Treading Through Darkness
5. The Path Part 2 – The Pilgrimage To Or Shalem
6. Olat Ha’tamid 7. The Warrior
8. His Leaf Shall Not Wither
9. Disciples Of The Sacred Oath I I
10. New Jerusalem
11. Va’yehi Or
12. M I?
13. Barakah
14. Codeword: Uprising
15. In Thy Never Ending Way ( Epilogue )

Line up:

Kobi Farhi – voce
Uri Zelha – basso
Yossi Sassi Sa’aron – chitarra classica / elettrica / bouzouki /voce / piano
Matti Svatizky – chitarra acustista / elettrica

Whenever, the German label Century Media releases a new full-length of Israeli Orphaned Land, Event seems a storm-sea for provoked clamour by itself.

I’ve been acclaiming this band since their first release called “Sahara” (1994), and Critics have  ascertained enormous growth until the consecration (I hope it won’t stop ,ndr) of this new album “The Never Ending Way Of ORwarriOR”.

Their progressive-death, with oriental sonorousness, typical of their Country, is surely, the only one of its kind, an amazing and very long disc for his bold length ( wanted by very few musicians ): 78 minutes, which easily flow, a lot of progressive, melodies, ethnic instruments, wonderful Kobi Farhi’s voice and charming Shlomit Levi’s one, which I consider a second good point of band ( I want underline that this one, is reduced to four members and It’ll utilize sessionist).

At last, an ambitious album, amazing in every points of view, I recommend its purchase, for lovers of technical, aggressive and melodic metal : a masterpiece!

Kobi Farhi – leading chants, growls, narrations, choir & backing vocals
Uri Zelha – electric & acoustic bass
Yossi Sassi Sa’aron – electric & classic guitars, saz, bouzouki, chumbush, choir vocals & piano
Matti Svatizky – electric & acoustic guitars

Discography:

Sahara (1994)
El Norra Alila (1996)
The Beloved’s Cry (mcd 1999)
Mabool – the story of the three sons of seven (2004)
Ararath – (ep 10” 2005)

VOTO: 95/100

(A cura di Ermanno Martignano / Marco Squillino)

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Vitales Exsequiae – 2 tracks in prelistening

Autore: Ermanno M. | Categoria: Pre-listening


Vi segnalamo l’ascolto ai seguenti links,  2 tracks appartenenti all’ep “A Short Lived Hope” dei doomsters  tarantini  Vitales Exsequiae!

Link:

http://www.youtube.com/watch?v=Nukx6zVVvTM

(REQUIEM FOR A DREAM)

http://www.youtube.com/watch?v=Tqa3S64bNWU

(PALE MORNING, Then the void)

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Il Grande Scisma D’oriente – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Gothic metal, Interviste


Ecco la chiacchierata con la band romana “Il Grande scisma d’Oriente”, band prog-death metal che da pochi mesi ha dato alle stampe il primo lavoro intitolato “Synesthesia”.

Risponde: Emanuele Capparelli

1) Diamo il benvenuto a Emanuele Capparelli , vocalist de “Il Grande Scisma d’Oriente”. Complimenti per il vostro primo lavoro, potresti descrivere ai nostri lettori come nacque questo progetto?
Si può dire che questo progetto sia nato con l’ingresso nella formazione del nostro attuale chitarrista, Gabriele Gaudino, alla fine del 2007. A quel tempo giravamo sotto il monicker “Novalis”, un omaggio al famoso poeta romantico tedesco, ma la nostra linea musicale non era per niente definita.
Le composizioni erano davvero di basso livello, c’erano parecchie influenze thrash, e il tutto risultava una mera sequenza di riff senza un preciso scopo. Io stesso abbozzavo un finto scream, e riascoltando oggi qualche vecchia registrazione, devo dire che ero abbastanza penoso! Cambiando batterista, alla fine dello scorso anno, siamo riusciti a rimetterci in carreggiata, e a ridefinire il nostro approccio alla musica, avvicinandoci sempre più a quello che potete ascoltare oggi nel nostro promo Synesthesia, con bene chiaro in testa l’obiettivo di fare buona musica, ma soprattutto di divertirci.

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2) Come è nata l’idea di usare come monicker il nome “Il Grande Scisma d’Oriente?
L’idea è stata mia, siamo stati spinti a cambiar monicker dal fatto che il precedente, Novalis, era già occupato da una formazione prog tedesca con una decina di full lenght all’attivo, il che sarebbe risultato un grosso problema una volta rilasciate le nostre prime pubblicazioni. Questo nome in realtà si riferisce ad un mio altro progetto personale, ovvero la stesura di un romanzo di impostazione fantasy/fantascientifica, che porto avanti da un pò di tempo.
La scrittura e la musica sono indubbiamente due cose fondamentali per me, e ho pensato che le due cose in qualche modo potessero fondersi, cercando di raccontare in due modi differenti diversi aspetti della stessa storia. Le due cose sono complementari, lì dove finisce la narrazione scritta, comincia quella raccontata attraverso la nostra musica, e viceversa. Avere un monicker così lungo e in italiano è sicuramente un punto a nostro sfavore, (difatti abbiamo dovuto ingannare il nostro bassista, del tutto contrario, dicendogli che avevamo già accettato delle date sotto questo nome, e che oramai eravamo obbligati!), ma sicuramente questo progetto non avrebbe altrimenti avuto, almeno per me, lo stesso significato.

3) Quali sono le tematiche di “Synesthesia”? Chi si occupa della stesura dei testi e della composizione della musica?
Synesthesia, come già accennato, è un primo approccio al mio progetto letterario. Ho composto personalmente i testi, mentre la musica viene soprattutto da idee di Gabriele, il nostro chitarrista, a cui poi abbiamo lavorato tutti assieme. I tre pezzi di cui si compone sono legati da un filo narrativo, bozza di un possibile futuro concept. Riassumo qui brevemente: il protagonista è un uomo affetto da una grave malattia, che lo tiene sin dalla nascita isolato dalla realtà, come se in verità non si fosse mai accorto d’essere.
Ad un tratto la sua mente si accende, ma comincia ad immaginare il mondo così come la sua mente può, associando in maniera errata i sensi (da qui la sinestesia), creando una propria realtà fittizia. Col tempo egli percepisce di vivere nel sogno e cerca un modo per evaderne, riuscendovi infine; passando “al di là dello specchio”, forte della propria esperienza onirica, riconosce che anche il mondo reale in realtà è dettato dalle stesse leggi dei sogni, e comincia un suo viaggio personale, attraverso luoghi ed epoche, alla ricerca di sé stesso.

4) Ti porgo i miei più sinceri complimenti per la tua voce , hai un growl e un timbro davvero invidiabili! Entrambi richiamano molto la voce di Akerfeldt. Sono gli Opeth la vostra più grande influenza? Avete voluto in qualche modo omaggiare i “mostri” svedesi?
Ti ringrazio per i complimenti, sono autodidatta, perciò la soddisfazione è doppia! Sebbene possa sembrare innegabile il nostro legame ad una band come quella di Mikael Akerfeldt, il nostro intento non è mai stato quello di omaggiare la loro bravura o il loro stile, perlomeno non direttamente.
Come ho già accennato infatti le composizioni sono sempre avvenute prendendo come base le idee del nostro chitarrista Gabriele, il quale, e la cosa può davvero sembrare impossibile, è digiuno di swedish o comunque non conosce quasi per niente i gruppi che ci vengono associati come maggiori influenzatori, siano essi gli Opeth, i Katatonia o i Novembre. Stesso discorso vale per i nostri ex chitarrista e batterista, Giacomo e Andrea. Gli unici due ad aver subito pesantemente l’influenza dei sopracitati gruppi siamo io e Matteo, il nostro bassista, e per questo dico che l’influenza è stata indiretta, in quanto abbiamo partecipato in minima parte alla stesura dei pezzi.

5 )Ritornando al discorso influenze musicali : quali sono gli ascolti maggiori tuoi e del resto della band?
Personalmente ho maturato nel tempo una visione molto aperta della musica, cercando soprattutto di avere una conoscenza a 360 gradi del metal, che mi ha portato a preferire di volta in volta uno stilema ad un altro.
Poco tempo fa avrei potuto dirti che i miei ascolti maggiori puntavano sul technical death americano moderno, stile The Faceless o Born of Osiris, mentre oggi potresti più facilmente trovarmi ad un concerto grindcore, ma anche stoner! Matteo, il bassista, condivide più o meno i miei stessi gusti musicali, con una predilezione particolare per la visione alternativa di gruppi come i Tool e gli Anathema. Il chitarrista Gabriele, invece, ha un modo tutto suo di vedere la musica, che ancora non mi è chiaro, perciò, per non fare errori, salto alla prossima domanda.

6) Il disco possiede un’ottima produzione , merito dagli Acme Recording Studio. Come è stato lavorare in questo studio? Siete soddisfatti del prodotto finale?
Siamo più che soddisfatti! Davide, il proprietario dell’Acme Recording Studio, è stato davvero fondamentale nella buona riuscita del prodotto. Sicuramente senza la sua esperienza tecnica e musicale non saremmo riusciti a fare tanto. Lo studio è ottimamente attrezzato, e lui si è rivelato al di sopra delle nostre migliori aspettative.

7) Cosa avete intenzione di fare per il futuro? Siete già alla composizione di nuovo materiale?
L’intenzione è, per ora, quella di chiudere la line-up (cerchiamo infatti sia un batterista che un chitarrista), e di iniziare a comporre nuovo materiale, con l’idea futura di poter far uscire finalmente un full-lenght. Sicuramente il modo di concepire il songwriting cambierà parecchio, soprattutto per cercare di trovare una via più personale che ci svincoli dalle massicce influenze che anche tu hai citato, ad esempio partecipando tutti più attivamente e non lasciando quest’onere a un singolo membro del gruppo, e su questo punto, siamo già sulla giusta strada.

8 ) Bene Emanuele , è stato un piacere fare questa breve chiacchierata. Porgo nuovamente i complimenti alla vostra prima fatica, a te l’ultima parola…
E’ stato un piacere mio, mando un saluto a tutti i lettori di Eraskor.com, e rivolgo loro l’invito ad ascoltare il nostro promo Synesthesia, direttamente dalla nostra pagina Myspace, con l’augurio che l’ascolto sia gradito!

(A cura di Marco Squillino)

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Il Grande Scisma D’oriente – Syneshesia (autoprodotto 2009)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Gothic metal, Recensioni


IL GRANDE SCISMA D’ORIENTE – “SYNESHESIA” (autoprodotto 2009)

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Il grande Scisma d’Oriente: evento storico,  accaduto nel 1054, che divise la Chiesa Orientale Bizantina da quella Occidentale.  La band romana decise di adottare questo inusuale moniker, nel 2009, cambiandone il precedente “Novalis”, per motivi di copyright.

“Synesthesia” è il primo lavoro della band capitolina,  che ha inizio con le note incantevoli della prima track omonima (in realtà la prima parte dell’opening track, ndr).  Ed ecco l’imperante “fantasma” degli Opeth aleggiare già dalla seconda parte dell’opening track.

Un grande plauso al growl del vocalist, che ricorda vagamente quello del maestro Akerfeldt, e alle chitarre prog/death.  Sono presenti anche dei piacevoli intermezzi clean che ricordano davvero molto (fin troppo a volte, ndr) i maestri svedesi; vi sono anche molti riff catchy con un “piglio” death metal che non guasta mai.

Anche il riffing (sia clean che distorto) risente molto dell’influenza opethiana, ma presenta anche interessanti spunti personali, merito dell’ottima prova del vocalist Emanuele Capparelli che possiede un timbro davvero caldo e dilettevole.

Dopo la prima “suite”, spetta ad un nuovo intermezzo sognante e a dei piacevoli arrangiamenti “space”, introdurre il secondo brano chiamato “Hypnogogia”. Nuovamente accolti dal singolare growl, la track presenta degli interessanti spunti, ma anche delle clean vocals, che richiamano nuovamente le opere di Mr. Akerfeldt&Co

La track di chiusura, “Onironauta”, è coerente con le altre tracks di questo disco e lo conclude egregiamente.

Consiglio ai lettori di ascoltare più volte l’album perché ascolto dopo ascolto, il disco tira fuori la sua personalità. La band si destreggia facilmente tra partiture clean e partiture death metal,  voci clean e growl e/o scream, mostra una grande sicurezza e capacità tecnica, ma purtroppo a livello compositivo i Nostri mostrano una spiccata tendenza al “tributo”. Le basi ci sono tutte, la band romana è davvero abile, quindi credo debba mostrare  maggiormente, nel suo prossimo capitolo, una maggiore personalità (pur presente, ndr). Un plauso all’artwork davvero molto visionario e originale e al lavoro dell’Acme Recording Studio.

TRACKLIST:

1-Synesthesia pt.1

2- Synesthesia pt.2

3-Hypnagogia pt.1

4- Hypnagogia pt.2

5- Onironauta

LINE UP:

Emanuele Capparelli – Voce

Gabriele Gaudino – Chitarra

Giacomo Coppini – Chitarra

Matteo  Capozucca – Basso

Andrea Marino – Batteria

(A cura di Marco Squillino)

VOTO : 75/100

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Il Grande Scisma D’Oriente – Biografia

Autore: Ermanno M. | Categoria: Biografie


Il Grande Scisma D’ Oriente

2007:
- Nasce il progetto Novalis, composto da: Emanuele Capparelli (voce), Giacomo Coppini (chitarra), Matteo Capozucca (basso), Cristiano Cutolo (batteria). La proposta musicale non è ancora ben definita, e il tutto viene accompagnato da una sporadica presenza live.
- Si unisce al progetto Gabriele Gaudino, alla chitarra.

foto biografia SCISMA D ORIENTE

2008:
- Cristiano Cutolo viene sostituito alla batteria da Andrea Marino.
- Inizia una lunga fase di songwriting, durata circa 6 mesi, in cui viene definita la proposta di stampo progressive death del progetto.

2009:
- Per motivi di copyright viene cambiato il monicker Novalis, sostituito da “Il Grande Scisma d’Oriente.
- Ricominciano le presenze in sede live, accompagnate da un ottimo responso da parte del pubblico.
- Viene registrato il promo “Synesthesia”, presso l’Acme Recording Studio di Davide Rosati, che ottiene buoni riscontri dalla critica del settore.
- Andrea Marino e Giacomo Coppini lasciano la formazione.

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En Declin – Dominio / Consequence (My Kingdom Music 2009)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Gothic metal, Recensioni


EN DECLIN – Dominio / Consequence  (My Kingdom Music 2009)

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Quando mi trovo tra le mani una release targata My Kingdom, so già che ascolterò musica di qualità e sopraffine. La band romana degli En Declin, inizia la sua strada nel lontano 1996 percorrendo stili diversi da quelli proposti oggi, il nuovo approccio ci propone un sound che viaggia tra melanconia, dark, gothic rock e wave, elettronica e progressive che con immenso piacere possiamo benissimo accostare a band di valore come Klimt 1918, Room With a View, Rain Paint, Anathema e Katatonia.

Un rock dai suoni di classe e delicati che emanano sensazioni assai coinvolgenti, capaci di proiettarvi nel loro mondo dove regna solo spensieratezza e pace interiore. 11 brani compresa una fantastica cover dei Beatles e una traccia nascosta che si equivalgono in egual misura, solo dopo attenti ascolti constaterete la diversità dei brani poiché non di facile assimilazione. A mio parere alcune tracce “toccano il cielo” quando mescolano la lingua inglese con la lingua madre come in Naiive o la versione italiana di “Keyword out of Context” (Fuori contesto).

Incalzante e carica di pathos anche la più rocchettara “Dominio” che non può che accostarsi ai Katatonia, di cui sembra predominante l’influenza in quasi tutto l’album.

Concludendo, un vero capolavoro che in breve tempo proietterà la band nell’olimpo dei gruppi con la A maiuscola… (qualcuno ha detto Klimit 1918 oppure Novembre? Ndr)
Acquisto consigliato per chi ama sognare ad occhi aperti!

Tracklist:

1.  Fourteen Days
2.  Over
3.  Envied Routine
4.  Naiive
5.  Domino
6.  Consequence
7.  Keyword Out Of Context
8.  Leave Apart A Sense
9.  The Script
10.  While My Guitar Gently Weeps (cover Beatles)
11.  Dipped

Line up:

Mao – voce
Tristano – chitarra
Daniele – chitarra
Massimo – basso
Marco – batteria

(A cura di Ermanno Martignano)

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Katatonia – Night is the new day (Peaceville 2009)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Gothic metal, Recensioni


KATATONIA – Night is the new day  (Peaceville 2009)

katatonia artwork

Ritorno doc quello degli svedesi “Katatonia” , band gothic rock che ha saputo cesellare negli anni il proprio stile inconfondibile e riconoscibile fra mille. Nati nel lontanissimo 1991 come gruppo doom metal dalle forti attitudini black, nel 1998, subiscono una svolta decisiva con”Discourages  Ones” ed album dopo album si impongono sulla scena divenendo una band di punta, insieme ad “Anathema”.

Tornati dopo tre anni di assenza, dopo il precedente “The Great Cold Distance”, Renske e Nystrom, ci propongono un altro capitolo nella già ben nutrita discografia,  che difficilmente staccherete dal vostro hi-fi, undici tracks ricche di angoscia, solitudine, beatitudine, pathos e atmosfere autunnali come solo loro sanno creare!

Un album da assaporare dalla prima all’ultima nota,  tutto d’un fiato e con il giusto stato d’animo!

Curiosa situazione creatasi nella track iniziale “Forsaker” dove i ritmi sono più veloci e di facile presa rispetto al resto dell’album, situazione già presente in “Discourages Ones” con “I Break”. Eh eh eh… questi svedesoni la sanno lunga su come attirare l’attenzione. Un album da avere assolutamente!

Tracklist:

1. Forsaker
2. The Longest Year
3. Idle Blood
4. Onward Into Battle
5. Liberation
6. The Promise Of Deceit
7. Nephilim
8. New Night
9. Inheritance
10. Day And Then The Shade
11. Departer

Line up:

Jonas Renkse – voce
Anders Nystrom – chitarra
Fredrik Norrman – chitarra
Mattias Norrman – basso
Daniel Liljekvist – batteria

Discografia:

Studio album
•    1993 – Dance of December Souls
•    1996 – Brave Murder Day
•    1998 – Discouraged Ones
•    1999 – Tonight’s Decision
•    2001 – Last Fair Deal Gone Down
•    2003 – Viva Emptiness
•    2006 – The Great Cold Distance
•    2009 – Night Is The New Day

Ep
•    1992 – Jhva Elohim Meth … The Revival
•    1994 – Scarlet Heavens
•    1995 – For Funerals to Come
•    1997 – Sounds of Decay
•    1998 – Saw You Drown
•    2001 – Teargas
•    2001 – Tonight’s Music
•    2003 – Ghosts of the Sun
•    2006 – My Twin
•    2006 – Deliberation
•    2007 – Live Consternation
•    2007 – July

Raccolte
•    2004 – Brave Yester Days
•    2005 – The Black Sessions

(A cura di Ermanno Martignano)

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Vitales Exsequiae – intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Doom metal, Interviste


Vitales Exsequiae, band proveniente da Taranto, al suo esordio discografico dal titolo “A Short Lived Hope”, un demo di quattro tracce di puro Doom Death onirico e funereo ben congeniato..

Risponde: (Marco Squillino – voce/chitarra)

1.    Ciao Marco, presentaci la band..

Ciao Ermanno innanzitutto ti ringrazio  di cuore per averci concesso questa intervista e ti ammiro per il supporto che dai quotidianamente alle band underground! Allora la band è formata da Marco Carbotti (chitarra) , un mio caro amico  e compagno di altri progetti precedenti; poi da Antonio Leggieri ( batteria) che è un polistrumentista e rese questa band realtà il Dicembre dell’anno scorso! Poi abbiamo il tastierista Luca Zecca e il bassista Vito Surgo che insieme ad Antonio , sono stati compagni di varie collaborazioni e  progetti passati e presenti ( Nebula , Arkhamian , Rebirth , DegenerArt )

vitales exsequiae foto band

2.    Da dove nasce il nome Vitales Exsequiae?

La gestazione del nostro monicker è stata molto lunga ma poi per caso, durante la lettura del “Decameron” di G.Boccaccio, mi è ritornato in mente, dopo averlo letto, il termine Esequie. Subito affascinato da questo vocabolo incominciai a cercare un valido aggettivo da accompagnare, che riflettesse la mia “filosofia”, e il “vitale “ fu il frutto di questa ricerca. Dopo decisi di tradurre tutto in latino per dare un significato più arcaico e funereo, nonché che richiamasse le tematiche doom. Ovviamente il nome Vitales Exsequiae non è solo un mero gioco di parole, ma nasconde vari significati! Ricollegandomi al pensiero leopardiano penso che la nostra vita sia una sorta di esequia vitale. Tutti potrebbero accusarmi di pessimismo ma questa, per me, è una considerazione solo di carattere filosofico; si, appoggio la poetica leopardiana della caduta degli ideali ma non per questo lascio spazio alla depressione, anzi l’uomo non dovrebbe dare mai adito a questo stato emotivo e lottare sempre portando avanti le proprie passioni.

3.    I vostri brani sono ben congeniati e semplici da memorizzare dopo pochi ascolti, su quali basi viene concepito un vostro pezzo?

Grazie per queste parole! Era ciò che volevamo, ovvero creare una sorta di mix fra le nostre influenze principali ( Doom Metal, Death Metal ) il tutto mischiato da una vena progressiva per dare più originalità e più scorrevolezza ai brani! Per noi il progressive non è musica per “musicisti matematici”, lo utilizziamo per creare varie atmosfere che spaziano dalle parti pulite a quelle death metal e per dare adito a una sorta di ricerca sperimentale nella musica, senza avere come unica preoccupazione quella di suonare in tempi dispari. Infatti amiamo le band progressive anni ’70 più che attuali band Prog Metal “barocche”. Di solito un nostro pezzo nasce dall’idea di qualcuno, anche un singolo riff o anche un’intera canzone a volte, che viene poi sviluppata e arrangiata. Una volta che la musica è pronta , procedo alla stesura della lirica che si basa sulle emozioni e sulle sensazioni che il brano mi comunica. Ho molto a cuore il binomio musica-lirica, tutte le nostre canzoni hanno un parallelo tra singolo riff e singola strofa.

4.    Quali sono le tematiche di “A Short Lived Hope”, è un concept?

“A Short Lived Hope” non è un concept-album anche se alcune tematiche sono collegate! “The Anatomy of Ineptitude” è un tributo al grande capolavoro letterario “Il Fu Mattia Pascal “ di Luigi Pirandello. Adoro quel libro, e quindi sono partito dal romanzo per poi finire a un testo che abbia più un punto di vista personale. Il tema è quello dell’inettitudine dell’uomo, della sua piccolezza e del sadismo del Fato. Quest’ultimo è un tema ripreso in “Requiem For A Dream” ispirato al capolavoro cinematografico di Darren Aronosky, regista che amo profondamente. Il cinema, insieme al doom metal, è una delle mie principali ispirazioni, infatti vi anticipo che siamo al lavoro su un nuovo brano con tematiche che scavano nella poetica di Wim Wenders nella sua opera “Fino Alla Fine del Mondo”. “Shallow Flower “ è stata scritta dalla nostra ex cantante Erika Martin. La tematica potrebbe essere spiegata meglio da lei quindi io mi limito a dire che in quel pezzo abbiamo voluto trasformare una poesia in musica. Leggendo il testo, mi lasciai andare alle sensazioni che mi trasmise e composi la musica in relazioni alle parole delle lirica, una sorta di “poesia musicata”. “Pale Morning, Then The Void “ è stato scritto a due mani, da Antonio Leggieri e da me, ma prevalentemente da lui. E’ un testo più novembrino e molto evocativo.

5.    Vi faccio i complimenti per l’artwork, bello nei colori opachi e molto decadente, chi è l’artista?

L’artista è Ereshkigal, una ragazza davvero talentuosa che ha saputo trasformare le nostre idee riguardo all’artwork in realtà, soprattutto nella creazione del logo che ben riassume il significato del nome Vitales Exsequiae e crea un interessante contrasto tra la parola Vitales, l’Ankh e la parola Exsequiae. Vi lasciamo il link al suo myspace e ci complimentiamo nuovamente per il suo lavoro : www.myspace.com/e_black_art

6.    Secondo te,  da 1 a 10, quanto è difficile farsi apprezzare come band doom, essendo ormai invasi da generi più “commerciali” appartenenti a differenti categorie di musica estrema?

Penso 10 e che sia molto difficile, ma credo altrettanto che sia inutile rimuginare su questa situazione e che bisogna lavorare duramente e il più possibile. Odio chi  fa di questa situazione un alibi per il proprio insuccesso: chiariamoci, purtroppo viviamo in una realtà “sociale – culturale”, che oltre a non conoscere il concetto di meritocrazia, tarpa le ali a molti artisti meritevoli (e non solo nel campo della musica), ma molte volte è lo stesso pseudo artista a non avere il coraggio di combattere questa situazione. In Italia però stiamo assistendo al proliferare di eventi live doom, al continuo nascere di VALIDE band che suonano questo genere e all’aumentare dei fan! Credo anche che sia un bene che il doom metal sia un genere più di nicchia, ciò non può che tenere sempre in vita la  “purezza” di questo genere che lascia da parte il concetto di commercialità, di posa e banalità che è presente in altri generi ( anche se ultimamente c’è qualcuno che lo fa). Bisogna lottare ragazzi e essere solidali, la musica non è un gara alla velocità o alla tecnica.

7.    Nel vostro myspace, ho letto di una data live svoltasi il 2 Giugno a Crispiano, in pratica è stato il vostro primo concerto, che sensazioni ricordi di quella sera e come ha risposto il pubblico?

Si è stato il nostro primo live. Beh, arrivati li siamo rimasti entusiasti dalla magnificenza del service e  dalla buona location ma purtroppo non siamo stati trattati alla pari di altre band: soundcheck brevissimo e  la solita mancanza di professionalità di qualche tecnico, roba di poco conto, visto che comunque la maggior parte dei fonici era professionale. Eravamo ben consci di suonare in un luogo non molto consono alla nostra proposta musicale ma è servito ad arricchire la nostra esperienza. Al di la di ciò avevamo una fortissima carica emotiva e credo che tutta la band ha dimostrato una dedizione profonda verso la musica, professionalità e umiltà che a mio parere non deve MAI mancare. Colgo l’occasione per ringraziare coloro che ci hanno fatto suonare .

8.    Prossime date live? E con quali band underground ti piacerebbe dividere il palco un giorno?

Sono previsti per il futuro vari live che devono ancora essere confermati: si sta organizzando un sorta di mini festival per Halloween qui a Pulsano e poi noi, insieme ai Doomenicus, stiamo cercando di organizzare una sorta di serata a “tema” con altre band ma è ancora tutto da decidere e da definire. Ci sono una miriade di band underground con cui vorrei suonare: Grieving Age, Doomenicus, Shades Of Grey, Ira Del Baccano, Sesta Marconi, Endaemona, Embrace my Ruin, Evilive, Silvered, Il Pasto Nudo e un elenco vastissimo.

9.    Quali saranno i prossimi passi della band?

Al momento ci stiamo dedicando alla promozione di “A Short Lived Hope”, alla sua stampa e ai preparativi per l’inizio delle vendite! Contemporaneamente siamo già al lavoro sulla composizione di nuovi brani e su una cover per omaggiare i mostri sacri del genere. In seguito incominceremo a spedire la demo per cercare di trovare un contratto discografico con qualche etichetta e ci dedicheremo all’organizzazione di vari live.

10.    Rinnovo i miei complimenti per il vostro debutto, chiudete l’intervista come meglio credete…

Ermanno nuovamente grazie per il supporto che ci hai dato, e per averci permesso di farci conoscere dai lettori di ERASKOR! Ringrazio TUTTI coloro che si stanno complimentando per il nostro lavoro e coloro che ci supportano da molto tempo. Invito chi è interessato all’acquisto di “A Short Lived Hope”, a contattare la band al link www.myspace.com/VitalesExsequiae,  all’indirizzo email VitalesExsequiae@hotmail.it o ancora al mio indirizzo email Anathema87@hotmail.it .
DOOM ON!

Band:

Marco Squillino – voce, chitarra
Marco Carbotti – chitarra
Antonio Leggeri – batteria
Luca Zecca – tastiere
Vito Surgo – basso

(A cura di Ermanno Martignano)

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