Headquakes – Fallout Diares (Crash & Burn Records 2011)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Power metal, Recensioni, Rock Alternative


HEADQUAKES – Fallout Diares  (Crash & Burn Records 2011)

Mamma che goduria il secondo album degli Headquakes, band proveniente dalla provincia di Pordenone. Hanno messo a segno un vero capolavoro da veri professionisti al 100%!

A partire da uno sfavillante artwork in situazione catastrofe nucleare alla Ken il guerriero, Fallout Diares scivola via dannatamente bene, heavy, thrash, progressive che insieme riempiono la bocca e saziano il cervello. Dopo un Intro di due minuti si da inizio alle danze con song prepotenti, melodiche che lasciano interdetto il sottoscritto per il semplice fatto che se alla seconda release il risultato è questo, cosa ci riserveranno in futuro?…

Tutto è maniacalmente perfetto, riff assassini, batteria senza ombre di sbavature, vocalist con due cose così sotto e incredibili tappeti tastieristici di Fabrizio Cenci che completano la struttura portante con quel fantastico modus trascinatore.

Tre tracce in particolare hanno catturato la mia anima di metallaro, ovvero Come With Me… che mi ha ricordato il fantastico secondo lavoro dei tedeschi Braimstorm “Unholy”, la travolgente Just Eyes, incredibile cavallo di battaglia e Play Anymore; ma non pensiate che il resto delle song siano da meno!  Le loro influenze sembrano carpite parte dal power tedesco, parte dall’heavy metal inglese e parte dal progressive americano, ma io sento di aggiungere anche il marchio italiano.

VOTO: 80 / 100

Tracklist:
1.    Vacuum
2.    Come With Me ( … if you wanna live)
3.    Fallout
4.    Just Eyes
5.    Pray Anymore
6.    Prophet Of the Century
7.    Left Undone
8.    Letters From Sector Alpha
9.    Gemini Scream

Line Up:
•    Giovanni Venier – voce
•    Matteo Corona – chitarra
•    Mattia Del Tin – chitarra
•    Fabrizio Cenci – keyboards
•    Matteo Martinello – basso
•    Jodi Maggio – batteria

MY SPACE:
Myspace Headquakes

(A cura di Ermanno Martignano)

{lang: ‘it’}

Dream Of Illusion – Decadence (SG Records 2011)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Hard rock, Power metal, Recensioni


DREAM OF ILLUSION – Decadence  (SG Records 2011)

Band proveniente dalla provincia di Verona quella dei Dream Of Illusion, dopo un solo promo all’attivo targato 2007 (a quanto ci risulta ndr.), nel gennaio del 2011 tornano con “Decadence”: quattordici pezzi, intro e outro compreso a cavallo tra hard rock / metal americano e power metal tedesco.

Suoni massicci che trasudano rocciosità a non finire, alternati a momenti melodici che rendono equilibrio al tutto. Incredibile come sembrino avere 2 piedi in una scarpa per il semplice fatto di  passare da ritmi hard rock a power, stile Primal fear, nella stessa traccia…nemmeno stessero facendo la cosa più normale di questo mondo.

Esecuzione cristallina grazie anche ad una registrazione sopraffina,  canzoni che non tardano molto ad imprimersi nella mente, merito della scelta dei tempi,  ritornelli e sublimi intrecci chitarristi, forse qualche linea vocale in growl qua è là non guasterebbe, a parte questo la partenza è altisonante….

VOTO: 75 / 100

Tracklist:

1. Intro
2. The Crow
3. Spiked Rain
4. Rocker Warrior
5. Mistery
6. One Last Chance
7. End Of The World
8. Two Skies
9. Through The Storm
10. Born To Rock
11. Interlude
12. Hysteria
13. Back To The Evil Age
14. Outro

Line Up:

•    Francesco Valentini – voce
•    Riccardo De Fanti – chitarra
•    Andrea Giarola – chitarra
•    Marco Melegaro – basso
•    Gianluca Raisi – batteria

Discografia:

•    Promo 2007

MY SPACE:
Myspace Dream Of Illusion

(A cura di Ermanno Martignano)

{lang: ‘it’}

Dragonhammer – Intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Interviste, Power metal


Dragonhammer, band romana che tra il 2000 e 2004 si è fatta apprezzare per un demo e due full lenght. Dopo anni di silenzio spunta una sorta di “best of” autoprodotto contenente i pezzi più rappresentativi e dedicato soltanto ai media, che anticipa il loro imminente ritorno. Chiediamo loro qualche delucidazione…

1.    Benvenuti sulle pagine di Eraskor.com

MAX: Grazie  per la vostra ospitalità a nome della band.

2.    Come mai tutti questi anni di silenzio e l’idea di auto prodursi un “best of” da inviare solo ai media?

MAX: Durante e dopo l’uscita di “Time for expiation” (Scarlet records-2004) abbiamo avuto grossi problemi all’interno del gruppo. Queste tensioni inizialmente hanno creato difficoltà con l’etichetta e tutto ciò che gira intorno alla promozione dell’album, per poi arrivare  alla spaccatura totale dovuta all’abbandono di due elementi (batteria e tastiera) differenziati nel tempo.
Della band originale rimanevamo io e Gae (Amodio- bassista) e abbiamo faticato moltissimo per trovare persone serie e motivate che fossero all’altezza. Sono entrati nel tempo David Cannata (drums), Giovanni Di Buduo (guitar) e Giordano Maselli (keyboards) con i quali abbiamo deciso di suonare dal vivo il più possibile così da affiatarci e produrre insieme materiale nuovo. Riguardo il “the best” non so di cosa parli…probabilmente la nostra booking agency deve avervi inviato per errore un cd di presentazione per procacciare serate.


3.    Ho appreso della preparazione del vostro terzo lavoro, quando potremmo gustare l’evento e che direzione stilistica seguirà rispetto ai precedenti lavori?

MAX: Non posso darti date ufficiali di uscita poichè stiamo aspettando risposte e riscontri da varie labels a cui abbiamo inviato un demo con dei brani nuovi; contiamo in ogni caso di registrare entro l’estate. Lo stile musicale sarà  un evoluzione del precedente album, più aggressivo e moderno senza stravolgere le sue origini, alternando momenti di atmosfera a muri di chitarre e batteria!

4.    Potremmo sapere il nome dell’etichetta che vi riporterà in pista?

MAX: Come ti dicevo stiamo aspettando risposte ufficiali e ovviamente valuteremo l’offerta migliore per noi.

5.    Quali sono le vostre tematiche?

MAX: L’album sarà un concept ambientato in un futuro sconvolto dalle guerre dell’egoismo dell’uomo, dove  regna la perdità di ogni valore ed il chaos poichè nessuno crede più in nessuna religione o credenza…l’unica speranza potrebbe  essere la scoperta di “qualcosa” che possa far tornare gli esseri umani a “credere”. Non dico di più per ora….:)

6.    Come reputate la scena power metal odierna? Possiamo dire che ai tempi di The Blood Of The Dragon e Time For Expiation il genere mostrava un certo predominio, secondo voi dopo il ritorno in auge del Thrash, potrebbe verificarsi lo stesso avvenimento per il power?

MAX: Sinceramente non lo so…penso che riguardo al Metal (in ogni sua forma) riuscirà ad andare avanti la qualità e i vari cloni andranno via via a morire. Per quanto ci riguarda stiamo cercando di ampliare le nostre vedute musicali senza porci troppi limiti di genere.

7.    Dopo l’uscita della nuova release, avete già qualche live confermato per supportare l’evento?

MAX: come ti ho detto prima dovremo aggiornarci per queste informazioni. Sicuramente cercheremo di organizzare un  tour  e delle date di supporto all’evento.

8.    A distanza di anni, siete pienamente soddisfatti dei precedenti lavori, oppure con il senno di poi avreste modificato qualcosa?

MAX: Direi che siamo soddisfatti…all’epoca quello era il meglio delle nostre possibilità…magari una promozione migliore ci avrebbe agevolato molto.

9.    Elencate i tre album power che ritenete senza tempo!

MAX: Stratovarius: Visions, Manowar: KingS of Metal, Hammerfall: Glory to the Brave

10.    Grazie per il tempo concessoci, magari ci risentiremo all’uscita del nuovo lavoro. A voi le considerazioni finali.

MAX: Ringraziamo te e tutta la tua redazione sperando di risentirci presto con buone novità per noi e i nostri grandi fans! Potete trovare news, scriverci e comunicare con noi tramite il nostro sito www.dragonhammer.com oppure Facebook o Myspace cliccando www.dragonhammer.com/dragonhammerofficial

ASPETTATECI…STIAMO TORNANDO!!!!

(A cura di Ermanno Martignano)

{lang: ‘it’}

Hollow Haze – End of a Dark era (Crash & Burn Records 2010)

Autore: Ermanno M. | Categoria: Classic metal, Recensioni


HOLLOW HAZE – End of a Dark era  (Crash & Burn Records 2010)

Avevamo già parlato dell’ottimo chitarrista e produttore Nick Savio in una recente recensione ed intervista ai Cyber Cross, questa volta lo ritroviamo negli Hollow Maze, heavy metal band formatasi nel 2003, e che a distanza di sette anni è arrivata a produrre il terzo capitolo.

Si dice sempre che il terzo album è la prova del fuoco per una band, la prova decisiva che decreta il vero valore di un artista; non ho avuto occasione di ascoltare le due precedenti uscite, ma questo nuovo “End of a Dark Era” è ricco di valori e qualità.

Ci troviamo di fronte ad un bellissimo lavoro di classic metal che si districa tra influenze priestiane, sabbathiane e primal feariane, specialmente nella stupenda voce di Ramon, graffiante, acuta e con una timbrica sullo stile di Ralf Scheepers. Un lavoro certosino,  molto curato nell’inserimento delle armonizzazioni; Nick dimostra ancora una volta la sua classe sia nell’inserimento di  assoli e riffing, non dimentichiamo il piccolo tributo al compianto Ronnie J. Dio con una cover dei Raimbow “Gates Of Babylon”.

Un lavoro che si accaparrerà non pochi consensi per la sua bellezza e grinta, prova del fuoco superata a pieni voti.

VOTO: 75 / 100

Tracklist:

1.    Every Single word
2.    Open Your Eyes
3.    Pain
4.    Coming From Hell
5.    Running
6.    Hot Blood
7.    Dark Night
8.    Born To Be Alive
9.    Gates Of Babylon (cover Raimbow)
10.    Beyond

Line Up:

•    Ramon Sonato – Voce
•    Nick Savio – chitarra solista e ritmica
•    Dave Cestaro – basso
•    Camillo Colleluori – batteria
•    Simon Giorgini – Keyboards

Discografia:

•    Hollow Maze  (2006)
•    The Hanged  Man  (2008)

MY SPACE:
Myspace Hollow Maze

(A cura di Ermanno Martignano)

{lang: ‘it’}

Perpetual Fire – intervista

Autore: Ermanno M. | Categoria: Classic metal, Interviste


Perpetual Fire, band milanese guidata dal chitarrista Steve Volta e dedita a sonorità classic metal capaci di trasportare l’ascoltatore in un mondo parallelo….

1.    Benvenuti ragazzi, chi sono i PF… presentatevi ai nostri lettori.

Steve: Un saluto a tutti innanzitutto. I Perpetual Fire nascono una decina di anni fa con l’idea di suonare metal melodico e veloce. Allora avevamo un altro nome ed io sono l’unico sopravvissuto della prima formazione. Ora siamo Roby Beccalli alla voce, Steve Volta alla chitarra, Mark Zampetti al basso e Cisco alla batteria. Nel 2006 è uscito il nostro primo CD “Endless World” con la label Adrenaline che ormai ha chiuso i battenti. A luglio di quest’anno abbiamo messo in free downloading dal nostro sito www.perpetualfire.net il nuovo album “Invisible”.

perpetual fire band 2

2.    “Invisibile” a parer mio è un piccolo gioiellino metallico, perfettamente curato anche nella grafica. Oltre a riscontrare una grande tecnica, assoluta onestà e amore per il classic metal, le influenze che vi accompagnano sono molteplici: power, progressive e hard rock. Quali gruppi dobbiamo ringraziare per il gran risultato finale…

Steve: Diciamo che con questo album abbiamo cercato di non accostarci troppo ad altre band famose che di sicuro ci hanno influenzato. E’ ciò che vogliamo suonare. Ovviamente nelle nostre canzoni puoi sentire richiami ad altre band ma penso sia una cosa normalissima. Non ci riteniamo innovatori, cerchiamo solo di comporre e suonare belle canzoni… molto semplice.

3.    Ogni track, è sempre intrisa di tecnica e virtuosismi, oltre a una melodia sempre acchiappasogni. Quanto tempo richiede il completamento di una singola traccia?…Come nasce una canzone dei PF?…Prima testo o musica?

Steve: Normalmente parto da un riff o da una melodia di chitarra e poi sviluppo un arrangiamento con l’aiuto di software musicali. Cerco già di arricchire la composizione in maniera che suoni bene anche a livello di impatto sonoro. Dopodiché mi viene naturale aggiungere una linea melodica o passare il provino a Roby; su alcune canzoni so che lui può comporre una linea melodica ottima. E’ un grande compositore anche se non saprebbe suonare un Do maggiore su qualsiasi strumento! Un istintivo.

4.    Di cosa parlano i vostri testi e chi è la penna?

Steve: Per quanto riguarda i testi preferisco fare tutto da solo per mantenere una certa coerenza tra le varie canzoni. Gli argomenti trattati sono abbastanza classici, parlano di vita, morte, amore, guerra, dolore. Tutte sensazioni che viviamo giornalmente. Alcune cose autobiografiche altre pura fantasia ma a volte quello che credi sia fantasia si trasforma in realtà e ciò può non essere sempre piacevole. In particolare il testo di “Invisible” è stato immaginato ma qualche anno più tardi quella storia si è materializzata in maniera molto efficace. Se lo avessi saputo in quella canzone avrei parlato d’altro… Per farti qualche altro esempio “Kissing the shadows” parla del dolore che causa la morte, “My ship is burning” della stupidità della guerra, “Eternity” di religione, “Cold rain” di un bambino abusato da un genitore. Poi ognuno può interpretare i testi in base alle proprio sensazioni ed esperienze. A me piace sempre molto ascoltare una canzone leggendo il testo, ti coinvolge di più. Anche per questo abbiamo voluto sviluppare un booklet in formato PDF da allegare ai files audio delle canzoni.

5.    Cosa significa per voi suonare metal classico così pulito e raffinato in un tempo dove spopolano generi più estremi come il death, black e metalcore?

Steve: Significa suonare ciò che ci piace, tutto qua. Di sicuro c’è gente che segue il trend del momento ma io ritengo sbagliata questa cosa. E’ anche vero che non bisogna fossilizzarsi nello stesso stile album dopo album, però la crescita deve essere artistica non dettata da esigenze di moda. L’evoluzione è utile anche se non necessaria. Comunque hai ragione, in questo periodo vanno tanto i generi estremi. Io suono con un signore di nome Pino Scotto e ti devo dire che di tutte le band spalla che abbiamo avuto durante i concerti ben poche suonavano melodic.

6.    Leggendo la vostra biografia ho appreso della decisione di rendere “Invisibile” gratuito a chi volesse scaricarlo, a causa di uno scarso interesse da parte delle etichette discografiche. Perché secondo voi nessuna etichetta si è dimostrata favorevole alla distribuzione del vostro prodotto?

Steve: Forse perchè non seguiamo il trend! A dir la verità qualche proposta ci è arrivata ma non abbiamo ritenuto la cosa interessante. Sai è il solito discorso “Ti stampo le copie se tu ne compri un certo numero…”. Questo è un meccanismo che non porta da nessuna parte e sta’ uccidendo la musica. Così facendo qualsiasi band, anche di basso livello, può avere il suo bel cd con tanto di logo di una label. Non va’ bene proprio, stanno uccidendo il mercato. C’è veramente troppa roba in giro ed il pubblico è fiacco e disinteressato. Ormai chi vende sono solo i grossi nomi perchè fanno ancora parte del meccanismo che faceva funzionare le cose alla grande, prima della mazzata inferta alla discografia dal download illegale. In Italia di band che potrebbero fare bene ce ne sono ma non c’è nessuna etichetta in grado di supportale a dovere per cui siamo fuori dal giro grosso e ancora lontani dagli standard di paesi come la Germania o la Finlandia. In tour con Pino ho conosciuto un sacco di gente che se la tira e pensa di essere chissà chi, pazzesco, qua i dischi non si vendono e c’è molta gente che si atteggia. I locali di Milano sono pieni di queste persone. Per esempio: “Sai ora iniziamo il tour, suono in questo locale ad ottobre, in questi tre locali a novembre…” Tour? A volte mi sembra che a molti interessi di più far vedere di essere musicista piuttosto che esserlo veramente. Anch’io quando ho iniziato a suonare pensavo “Figo, ora divento musicista e tutte le ragazze cadranno ai miei piedi!!” poi la musica è diventata la mia ragione di vita ed il mio modo per realizzarmi e provare ad essere felice.

7.    Che differenze possiamo riscontrare fra il precedente “Endless World” e il nuovo capitolo?

Steve: Se “Endless World” fosse uscito cinque anni prima avrebbe avuto un riscontro molto maggiore, di questo sono abbastanza sicuro. E’ un disco legato al periodo 1998-2001. Purtroppo non siamo stati abbastanza “avanti” e questo ci ha penalizzato. Ci sono comunque pezzi buoni, andava solo arrangiato in maniera un po’ diversa. Con “Invisible” siamo maturati parecchio secondo me. Meno fronzoli e più attenzione verso la melodia e gli arrangiamenti. Vediamo nel 2010 con il terzo album dove riusciremo ad arrivare.

8.    Quali sono i prossimi Live show?… Dove possono vedervi prossimamente i vostri fans?

Steve: Da novembre speriamo di iniziare con qualche concerto.  E’ veramente troppo tempo che i Perpetual Fire sono lontani dai palchi. Purtroppo per esigenze lavorative, soprattutto mie, ci siamo dovuti fermare per un lungo periodo.

9.    Cosa prevede il futuro per i PF?

Steve: Considerando che a maggio scorso avevo intenzione di chiudere l’esperienza Perpetual Fire non mi faccio troppo elucubrazioni mentali riguardo al futuro. Sono contento che “Invisible” sia finalmente uscito e il fatto di essere ricorsi al download gratuito non mi da nessun fastidio. Stiamo ricominciando a provare e presto lavoreremo sui nuovi pezzi. Se tutto va’ bene cominceremo anche con i concerti. Noi suoniamo quel che ci piace e questo ci basta!

10.    Siamo giunti al termine, non ci resta che ringraziarvi per la disponibilità sperando di sentir parlare spesso di voi… A voi le conclusioni.

Steve: Grazie Ermanno per averci dato l’opportunità di parlare dei Perpetual Fire.  Invito tutti i lettori a scaricare e ascoltare il nostro album “Invisible”, potrebbe essere una gradita sorpresa. Un saluto e stay metal!!

(A cura di Ermanno Martignano)

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