Sadist è una delle band che hanno scritto la storia del metal italiano, il loro death progressivo è davvero tagliente e penetrante. Con Season in silence ritornano sulla scena in grande stile, ma iniziamo a porgli alcune domande…
1. Benvenuti Sadist, è un onore per noi potervi intervistare
TREVOR: prima di tutto un grande saluto a voi della redazione e a tutti i lettori.
Il piacere è mio, grazie della vostra ospitalità, come dico spesso è molto importante il supporto che offrono web-magazines e magazines, tutti insieme band e addetti ai lavori possiamo migliorare la nostra musica in un paese che storicamente non ha mai offerto grande spazio per la stessa, dobbiamo imparare a fare gruppo, è solo con l’unione che viene fuori la forza.
2. Season in silence è un album bellissimo, sinistro e avvolgente, quali differenze possiamo riscontrare con il precedente “Sadist” targato 2007?
TREVOR: ci sono molte differenze tra i due album, il precedente e omonimo Sadist del 2007 era il disco del ritorno in pista, avevamo molte idee in cantiere e da diverso tempo.
L’uso di strumenti etnici come bouzouki, sitar, mandolino aveva contribuito alla realizzazione di un disco caldo, ricco di sfumature prog e se vogliamo anche jazz, mentre per quel che riguarda il nostro ultimo lavoro Season in Silence abbiamo scritto la musica di conseguenza a quello che erano le tematiche affrontate, incentrate sul freddo, l’inverno, la neve e il ghiaccio dei posti in cui vivo. Personalmente quest’album ha un fascino e un’importanza davvero unici, visto che come detto i testi trattano di storie e personaggi venuti fuori dalle mie terre.
La musica è stata partorita in un secondo tempo e la nostra necessità era quella di trovare suoni glaciali e melodie sinistre che potessero rendere giustizia alle lyrics, trovo che l’ultimo album sia un disco molto pesante costituito da riff groovy, riconoscibile in un’unica parola..‘Metal’…
Concludendo credo che tra tutti gli album Sadist ci siano notevoli differenze, del resto Sadist è una band molto sperimentale.

3. Come mai l’idea di creare un concept sull’inverno?
TREVOR: Vivo in un luogo splendido, la cornice intorno è incredibile, monti, alberi, laghi; trovo che i colori della natura siano tutti molto affascinanti anche se prediligo quelli dell’inverno. La stagione più fredda dell’anno è suggestiva con il suo silenzio. La realizzazione dei testi e dell’intero concetto del disco è durata oltre due anni , è stato bellissimo scrivere ai lati del bosco, fare fotografie ad ogni caduta di neve, fortuna che negli ultimi anni la neve è scesa copiosa, tutto ciò mi ha semplificato e non poco il lavoro. Il concetto del disco è interamente mia opera, sono molto geloso e mi occupo singolarmente di quel che concerne le liriche e tutto l’aspetto extra musicale.
4. Qual è stata la track che vi ha dato più filo da torcere e quale vi ha soddisfatti maggiormente?
TREVOR: Come spesso dico ogni canzone che scrivi è come se fosse la nascita di un figlio, difficile dire quale si preferisce. Comporre musica è qualcosa di unico, dietro c’è grande sacrificio, studio e ore di duro lavoro. Tuttavia ognuno di noi può far pendere le proprie preferenze su di un brano o l’altro, quello che posso dire, con assoluta certezza è che siamo davvero soddisfatti di quello che è venuto fuori, volevamo un disco gelido, sinistro, malvagio. Sul filo da torcere non saprei, la nostra musica è complessa, anche se con la voglia e la determinazione si riesce a far tutto.
5. Chi è stato l’artefice dell’azzeccatissimo artwork?
TREVOR: Non me ne voglia nessuno, non vorrei passare da presuntuoso ma come ti dicevo prima il pensiero grafico e la fotografia è mia opera, anche se per la realizzazione grafica mi sono avvalso di un professionista esperto e competente come Davide Nadalin di Nerve Design.
Sono certo che questo è il nostro artwork migliore di sempre. Ancor oggi, a distanza di oltre un anno mi capita di sfogliare il booklet, compiaciuto e soddisfatto.
6. Stando alle date di uscita del vostro demo “Black Screams” si avvicina il ventennale per la band, come lo festeggerete, avete qualche sorpresa in serbo per i vostri fan?
TREVOR: Quest’anno sono 20 anni di attività, ormai siamo dei vecchietti.
La nostra umiltà o forse la nostra tradizione genovese non troppo loquace fino ad oggi ci ha tenuto lontano dal pensare in grande. Siamo un pò orsi anche se, grazie allle continue richieste da parte dei nostri fans stiamo prendendo in considerazione la realizzazione di un dvd o un album dal vivo o ancora una sorta di raccolta, nessuna promessa, meglio dire ci stiamo timidamente facendo un pensiero.
7. In tutti questi anni quale è stato l’album che vi ha regalato maggiori soddisfazioni, e quale ha reso di più come vendite?
TREVOR: Il discorso fatto per i singoli brani vale a maggior ragione per gli album, sono tutti nostri geniti, non abbiamo troppe preferenze, anche se a volte sono i ricordi che fanno pendere la bilancia da una parte o dall’altra. Sulle vendite, il nostro terzo album “Crust” ha consolidato la band in Europa con un conseguente aumento di dischi venduti, tuttavia credo siano discorsi relativi, fare termini di paragone ieri/oggi è davvero difficile, visto che negli ultimi anni il mercato discografico è purtroppo crollato.
8. Tour in vista?
TREVOR: E’ da oltre un anno che è uscito ‘Season in Silence’, a seguito dell’uscita stessa abbiamo partecipato a diversi festival in Europa, tra i più importanti, tra questi: Hellfest (Francia), Metal Fest (Austria, Germania, Ungheria), Metal Camp (Slovenia), Gods of Metal (Italia), Brutal Assault (Rep Ceca), Metal Mean (Belgio) e altri. Festival a parte abbiamo fatto un tour europeo durato 50 giorni.
La prima parte del tour è stata consumata in Polonia, 9 concerti nelle città più importanti, e poi Rep Ceca, Slovacchia, Lituania, Lettonia, Estonia, Moldavia, Bielorussia, Ucraina e Russia. E’ stato un tour incredibile che ricorderemo per tutta la vita anche perchè, musica a parte abbiamo visto cose davvero toccanti, a livello umano dfficili da dimenticare, dove in certi paesi l’arrivo della nostra musica è stata per i ragazzi una valvola di sfogo, un qualcosa che ha tenuto per un attimo le persone lontano dai brutti pensieri di tutti i giorni. Nell’estate appena trascorsa abbiamo preso parte al “Carnage Tour” dividendo il palco con mostri sacri del genere, come Slayer e Megadeth, infine a dicembre saremo in Finlandia per un paio di shows, uno di questi si tratta dell’Helvation Fest ad Helsinki, mentre a febbraio torneremo nell’est dell’Europa, in Armenia e Georgia.
9. C’ è un desiderio recondito che ancora non siete riusciti a realizzare come musicisti?
TREVOR: Non amo parlare di desideri piuttosto di obiettivi, quelli si possono raggiungere, anzi credo fortemente che sono gli obiettivi stessi a fare la differenza nella vita quotidiana di tutti noi.
10. Grazie infinite per la disponibilità concessaci, concludete voi questa intervista
TREVOR: E’anche grazie al vostro lavoro quotidiano che permette a tutti noi musicisti di continuare a vivere ad occhi aperti quell’incredibile sogno chiamato musica. Un abbraccio a tutta la redazione, a tutti nostri fans e a tutti i lettori di Eraskor, e come sempre..
IN ALTO IL NOSTRO SALUTO!!
Trevor Sadist
(A cura di Ermanno Martignano)
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